Intervista alla professoressa Clini

Per superare questo momento così delicato e difficoltoso, abbiamo deciso di condividere le esperienze di alcune persone che, come tutti in questo periodo, hanno dovuto cambiare il proprio stile di vita, in modo da sentirci tutti più vicini. In questa intervista esploreremo il punto di vista di un’insegnante del liceo Laurana: la professoressa Emanuela Clini.

 

Sta mantenendo i contatti con parenti e amici? Se sì, come?

 

Sì, sto rimanendo a contatto con le persone che conosco tramite contatti telefonici, WhatsApp e Skype.

 

Come passa il tempo in quarantena?

 

Questo periodo lo sto passando sempre davanti al computer per rispondere e confrontarmi coi miei alunni e colleghi tramite WhatsApp, telefonate, mail ecc. e quindi passo gran parte delle mie giornate a registrare videolezioni, preparare presentazioni da commentare, assegnare e correggere compiti. Esco di casa solo una volta a settimana per fare la spesa.

 

Come si sente in questo periodo, quali sono i suoi pensieri riguardo quello che stiamo vivendo?

 

Secondo me questa è una situazione che nessuno avrebbe mai pensato di vivere. Ascoltavo i racconti di mia madre, che ha vissuto la seconda guerra mondiale, quando si nascondevano nei rifugi, ma almeno sapevano dove e quando arrivava il pericolo. Ora il nemico non lo possiamo nemmeno vedere, potrebbe essere ovunque, persino nei miei cari familiari. È tutto molto triste. Per non commentare poi le immagini che vediamo tutti i giorni in tv…

 

Da questa intervista emerge la grande difficoltà e il grande disagio che questo virus ha creato nelle vite di tutti, ragazzi, adulti, genitori, bambini studenti, e anche professori. La vita circoscritta alla propria casa infatti non crea solo difficoltà agli alunni, che non possono confrontarsi con spiegazioni dirette dei professori e che hanno perso tutto l’ambiente di amicizie che c’è tra i banchi di scuola, ma anche agli insegnanti, che, trovandosi di fronte ad un sistema scolastico “di emergenza” organizzato in poco tempo, si sono dovuti adattare nel miglior modo possibile in una scuola dove i contatti con i colleghi sono piuttosto limitati, nonostante si cerchi di utilizzare al meglio tutti gli strumenti tecnologici possibili.

 

Inoltre capiamo quanto in questo momento di difficoltà sia fondamentale restare uniti per vincere questa guerra, perché anche se il nemico che stiamo combattendo è invisibile, l’aiuto e il supporto che ci possiamo dare l’un l’altro non lo è, nonostante questo isolamento.

 

Tommaso Mezzolani III C